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Il Diario di un Fante della Grande Guerra

da http://concettosuma.blogspot.com/

 

Cosa è successo il 15 agosto 1916 a Vertojba?

Alle 4.00 del mattino di giorno 15, il Comando della 46^ Divisione ordina un nuovo attacco che conferma gli obiettivi del giorno precedente, ovvero le quote 86, 103 e 106, indicando che le ricognizioni aeree individuano colonne nemiche ritenute <>. L'ordine prevede che l'artiglieria batta le posizioni austriache dalle 8.00 alle 10.00, e poi dalle 11.00 alle 13.00; durante la pausa dei bombardamenti, alcune pattuglie avrebbero dovuto verificare i danni prodotti ai reticolati. Alle 13.00, poi, sarebbe scattato l'attacco delle fanterie mentre, secondo le nuove disposizioni di attacco, l' artiglieria avrebbe allungato il tiro.
I soldati del 96° reggimento vengono disposti su un tratto di fronte che non dovrebbe aver superato i 1500-1700 metri di estensione, “interrati” in trincee provvisorie nell'alveo del torrente Vertojbica.
Di fronte alla prima linea italiana si apre un pianoro che separa le trincee dalle alture da conquistare: in corrispondenza di quota 86, questo pianoro non è più profondo di 500 metri. Ai piedi dell'altura, inizia un terreno boschivo, fitto di alberi di acacia che salgono fin sopra alle colline retrostanti.
Le colline che sono individuate come gli obiettivi dell'attacco, all'occhio non appaiono “imprendibili”: in particolare, quota 86 è poco più di una montagnola, con i fianchi leggermente scoscesi, facili da risalire per le truppe di fanteria, ...sulla carta.
La linea avanzata austroungarica è posizionata tra il limite del pianoro e la cima delle colline, presidiata dai fucilieri e dalle postazioni di mitragliatrici. Sulle colline corre la trincea di rinforzo austriaca, disposta su quelle quote che rappresentano proprio gli obiettivi d' attacco del 96° reggimento. Su questa seconda linea di trincee erano probabilmente posizionate le batterie di artiglieria.
Lo spazio compreso tra le trincee italiane e quelle austriache, che varia tra i 150 e i 500 metri, è la cosidetta ‘terra di nessuno’ e, in prossimità delle trincee austriache, presenta due, e in alcuni punti anche tre, ordini di filo spinato.
Nonostante le ottimistiche valutazioni dei comandi italiani, le posizioni austriache non erano né temporanee nè precarie, al contrario, i trinceramenti erano stati realizzati da tempo.

per continuare

Caro diario


Regia: Nanni Moretti.

Soggetto e sceneggiatura: Nanni Moretti.

Fotografia: Giuseppe Lanci.

Scenografia: Marta Maffucci.

Musica: Nicola Piovani.

Montaggio: Mirco Garrone.

Fonico in presa diretta: Franco Borni.

Costumi: Maria Rita Barbera.

Interpreti:

  • Nanni Moretti (se stesso),
  • Renato Carpentieri (Gerardo),
  • Antonio Neiwiller (il sindaco di Stromboli),
  • Moni Ovadia (Lucio di Alicudi),
  • Carlo Mazzacurati (il critico cinematografico),
  • Mario Schiano (il Principe dei dermatologi),
  • Valerio Magrelli (primo dermatologo),
  • Sergio Lambiase (secondo dermatologo),
  • Conchita Airoldi (abitante di Panarea),
  • Raffaella Lebbroni e Marco Paolini (prima coppia di Salina),
  • Claudia della Seta e Lorenzo Alessandri (seconda coppia di Salina),
  • Carlo Mazzacurati (il critico cinematografico),
  • Serena Nono (riflessologa),
  • Il gruppo Diapason (il complesso musicale),
  • Jennifer Beals e Alexandre Rockwell,
  • Italo Spinelli.

 

TRATTO DA http://www.wema.com/nannimoretti/carodiario.htm

18 GIUGNO 2007

Questo amore (2)

Ho provato a liberarmene
sputandoci sopra
umiliandolo, deridendolo
e maledendo l'attimo
che lo vide sorgere.
Ho provato a voltargli le spalle
ignorandolo
fingendo che non fosse,
illudendomi di non essere
cambiato.

Ma lui abita il mio sguardo, i miei gesti…
e ogni mia paura.
Ed è lui che mi fa piangere,
che mi fa ridere,
lui che m'accompagna lungo il giorno,
lui che mi sa parlare
come nessun altro farebbe mai,
lui che apre il cuore alla speranza,
alla gioia, alla bontà.

Lui la ragione per cui esisto…
il solo ed unico compagno
di questo viaggio.

Sully

 

DA DIARIO INTIMO

SULLIVAN